Proviamo ad aprire la nostra percezione a ciò che sta accadendo
Tra le tante definizioni, …. l’experimental film è forma d’arte perché è ricerca e indagine di energie impalpabili che innescano delle potenti esplorazioni percettive, costituendo una fondamentale motivazione per l’esistenza e la promozione delle opere filmiche.
La manipolazione del tempo e dello spazio è la caratteristica della forma filmica che gli artisti alterano impiegando sia gli strumenti artigianali che le tecnologie digitali. In pratica significa inventare e manipolare il supporto filmico trasparente e le emulsioni fotosensibili, cercare nuovi strumenti di modifica per alterare le immagini, manomettere la meccanica delle cineprese e dei proiettori, per il piacere di valutare il successo o il fallimento di un’azione diretta e con l’auspicio della trasmissione di emozioni, farsi catturare da ciò che si guarda e accettare di attivare i sensi scrollandosi di regole e abitudini impiegate durante le standardizzate proiezioni cinematografiche. Gli artisti per innovare utilizzano i media analogico e digitale e come in precedenza accadeva nelle botteghe degli artigiani - oggi nei laboratori indipendenti degli artisti in un ambiente che non ha nulla dell’industria del cinema ci si appropria delle abilità manuali, si incrociano esperienze e capacità, si programmano e condividono i progressi ed i software audio e video.
…. Come in trance o in meditazione profonda è possibile innescare una trasformazione intensa, per un breve tempo il sé può mollare i freni delle proprie inibizioni abituali, far svanire la costruzione logico-consequenziale e dare una codifica alternativa a ciò che è osservato; rimodellare l’esperienza di visione ad aprire una via verso ulteriori rappresentazioni, allo stesso modo in cui nel sogno lucido e nell’allucinazione ipnagogica - in transizione dalla veglia al sonno - si presentano senza censura le annebbiate proiezioni che passano in quel momento nella mente. Questi processi sono caratterizzati da elevata creatività e nei soggetti più reattivi possono stimolare un effetto sinestetico di immagini e suoni e fantasticare progressi e soluzioni innovative.
INDEPENDENT FILM SHOW 2026 è tra le esperienze più trasformative dove percepire queste energie e per questa edizione intercetta la genialità creativa di Ben Russell e di Esther Urlus.
Ben Russell - artista, filmmaker, curatore - sfida dall’interno le convenzioni della rappresentazione documentaristica per produrre delle esperienze intense, ipnotiche e, a volte, allucinanti. Il suo lavoro curatoriale segue la sua creatività filmica, che si colloca tra l’experimental film e una forma di etnografia speculativa da lui definita ‘etnografia psichedelica’. Guardare un film di Russell significa intraprendere un viaggio ritualizzato non narrativo che mette in cortocircuito la carica soggettiva viscerale della psichedelia con i protocolli etnografici di visualizzazione e oggettivazione. La forza particolare della sua opera filmica sta nel sottolineare le affinità e le differenze che si possono trovare tra due stati differenti: da un lato attraverso un’esperienza che egli crea con l’apparato cinematografico e il suo potenziale di immersione e identificazione mimetica, e dall’altro attraverso i soggetti e i temi dei suoi film che spesso attraversano il liminale e si addentrano negli stati alterati di coscienza e nelle pratiche secolari dei rituali e trance.
Esther Urlus è la fondatrice di WORM Filmwerkplaats a Rotterdam, artist-run film lab dedicato alla pellicola filmica come medium artistico espressivo. Sempre più spesso i laboratori filmici gestiti dagli artisti rappresentano lo standard di riferimento nella produzione filmica analogica contemporanea. Questi laboratori hanno acquisito attrezzature professionali ma scartate dal mercato, provenienti da tutto il mondo. Ora che gli artisti hanno accesso a questi strumenti, combinati con la condivisione aperta della conoscenza del medium, possono andare avanti e innovare indipendentemente dall’industria.
PROGRAMMA
venerdì 26 giugno
AGAINST VISION Programma di Films a cura di BEN RUSSELL
GUNVOR NELSON MY NAME IS OONA 1969, Svezia, 16mm, b/n, sonoro ottico, 10 min.
ALEXANDRE LAROSE BROUILLARD #14 2013, Canada, 35mm > video, colore, no sonoro, 10 min.
XANDER MARRO con MAT BRINKMAN 01/06 2006, USA, 16mm > video, colore, sonoro, 12 min. 33 sec.
PHILL NIBLOCK THE MAGIC SUN 1966-1969, USA, 16mm > video, b/n, sonoro, 16 min. 43 sec.
AGAINST VISION è un percorso di influenze che si snoda attraverso quattro radiose visioni: dal diary film d’avanguardia al silenzioso structural journal, da un’esplosione del quotidiano ad una registrazione di un concerto che si trasforma in un travolgente campo percettivo, questa è una proposta per un modo di guardare che è meno documento e più sensazione, forma, suono ed essenza.
AGAINST TIME Films di BEN RUSSELL
TRYPPS #7 (BADLANDS) 2010, USA, S16mm > video, colore, sonoro, 10 min.
RIVER RITES 2011, USA, S16mm > video, colore, sonoro, 11 min.
BLACK AND WHITE TRYPPS NUMBER THREE 2007, USA, video, colore, sonoro, 11 min. 30 sec.
AGAINST TIME 2022, USA, S16mm > video, colore, sonoro, 23 min.
ANOTHER EARTH 2025, USA, S16mm > video, colore, sonoro, 11 min. 10 sec.
In AGAINST TIME i cinque films di BEN RUSSELL realizzati nell’arco di diciotto anni considerano il tempo sia come medium espressivo del cinema che come spazio di resistenza al costante, lineare e altrimenti inarrestabile movimento in avanti. Attraverso trips LSD, divinità fluviali, stati di trance, portali in dissolvenza, tramonti stroboscopici e una forte dose di ciò che è sempre e già presente.
RUINS
LIVE AV PERFORMANCE modular synthesizer e video synthesizer, +/- 40 min.
RUINS è un’improvvisazione dal vivo che utilizza i sintetizzatori modulare e video per creare un’interfaccia dinamica tra l’immagine come suono e il suono come immagine.
sabato 27 giugno
LOVE FOR ANALOG una selezione di films di ispirazione a cura di ESTHER URLUS
MALCOLM LE GRICE BERLIN HORSE 1970, Regno Unito, 16mm > video, colore, sonoro, 9 min.
JEFF SCHER YOURS 1997, USA, 16mm > video, colore, sonoro, 3 min. 13 sec.
NICOLAS REY TERMINUS FOR YOU 1996, Francia, 16mm, b/n, sonoro ottico, 10 min.
FRANCIEN VAN EVERDINGEN MONOLOGUE EXTERIEUR 2004, Paesi Bassi, 16mm, colore, no sonoro, 3 min.
HANNE VAN ASTEN SCIOPTICON 2004, Paesi Bassi, 16mm, colore, sonoro, 6 min.
JOOST VAN VEEN INTERLUDE 2005, Paesi Bassi, 16mm, b/n, sonoro ottico, 2 min. 30 sec.
Spinti da questa libertà artistica, filmmakers autodidatti come me raccolgono la sfida di liberare questo medium dal suo destino nostalgico e creare nuove opportunità per il suo uso continuativo e l’ulteriore sviluppo delle attrezzature e della tecnologia della pellicola analogica. Ciò apre la strada alla possibilità di approfondire ciò che è già possiamo fare e di combinarlo con intuizioni e competenze contemporanee, dando vita a un ambito di abilità completamente nuovo.
LOVE FOR COLOR 16mm FILMS di ESTHER URLUS
IDYLL 2008, Paesi Bassi, pellicola 16mm lavorata e stampata a colori a mano, 6 min.
DEEP RED 2012, Paesi Bassi, ingrandimento anamorfico 16mm in 35mm lavorata a mano, 7 min. 15 sec.
RODE MOLEN 2013, Paesi Bassi pellicola 16mm lavorata e stampata a colori a mano, sonoro Matt Kemp 5 min.15sec
KONRAD & KURFURST 2013/14, Paesi Bassi, emulsione 16mm b/n tinta e sfumata a mano, sonoro, 7 min.
ELLI 2015/16, Paesi Bassi, 16mm phasing zebra loops stampata a colori, sonoro di Matt Kemp, 8 min.
DELETION 2017 Paesi Bassi emulsione 16mm realizzata a mano stampata colori in loop, sonoro Ji Youn Kang, 12min
STUDIE VOOR EEN VELDSLAG 2018/19, Paesi Bassi, 16mm, colore, sonoro ottico, 6 min. 30sec
Nel mio lavoro filmico creo un collegamento tra specifici eventi storici e il (ri)utilizzo delle storie con tecniche filmiche analogiche e invenzioni risalenti agli albori della fotografia e della cinematografia. Istituisco un parallelo a volte alienante tra gli eventi o la storia e la tecnica cinematografica, per potenziare l’impatto dell’immagine. Inoltre, creo letteralmente il mio materiale filmico mescolando nitrato d’argento e sale di bromuro con gelatina e acqua per formare un’emulsione fotosensibile. Non cerco un risultato naturalistico, simile a quello del materiale cinematografico commerciale. Intendo creare componenti unici che, grazie alla loro singolarità, generino un’esperienza speciale e filmica.
UNTIL THE DARKNESS GOES
EXPANDED FILM PERFORMANCE 6x16mm proiettori, sonoro, 30 min.
Una expanded film performance ‘tonale’ in 16mm, un poema sonoro sul crepuscolo, l’indistinguibilità e la suggestività: cerco di rendere visibile l’oscurità di una mente depressa. La sofferenza di un’adolescente, mia figlia. I colori e l’atmosfera ispirati dalla famosa e unica fotografia “The Pond - Moonlight” di Steichen (1904) e ai dipinti dei “Nocturne” di Whistler (1870).
L’opera è composta da diversi loop brevi di pellicola 16mm raggruppati in diverse sequenze. Ogni gruppo è costituito da loop con delle scene simili, ma non identiche, di durata leggermente diversa. Quando vengono proiettati simultaneamente, sovrapponendosi l’uno all’altro, si verifica uno sfasamento.