

2006, Austria, DV, colore, sonoro, 6 min.
«Continua a correre... Tocca le pareti... Continua a muoverti... Prendi fiato...» Il testo introduttivo di ...as they pass... è pronunciato con calma e tranquillità. La voce non racconta una storia, trasmette un’atmosfera. Si sovrappone alle immagini che lampeggiano brevemente e sono interrotte da intervalli relativamente lunghi di fotogrammi neri - ogni volta che lo spettatore inizia ad orientarsi. E all’improvviso, le immagini dell’animazione di Bödenauer - realizzate su vetro con una vernice per la seta - iniziano a sovrapporsi l’una all’altra: sono disposte in strati, che si estendendo nella profondità dello schermo, e il livello superiore si dissolve, rivelando quello sottostante. Alla fine, sembra che si allontanino tutte, la loro composizione si è trasformata in delle strisce di colore che scorrono verso l’alto o di lato. Il tutto è accompagnato da un volume sonoro crescente. Al termine del film c’è un’apertura piuttosto che un argomento.
I motivi del film di Bödenauer si ripetono: l’angolo di uno spazio interno con delle grandi finestre e delle doghe di legno sul pavimento rosso. Le mosche sul vetro. I vetri rotti. Qualcuno ha scritto «...la disperazione è spesso...» con il dito sulla polvere su uno di essi.
Questo film è stato girato al Kahlenberg Hotel di Vienna, demolito nel 2005. Fino a quel momento era rimasto per anni in uno stato di stasi, inutilizzato e fatiscente. La storia dell’hotel, analoga al tema ...as they pass..... (mentre passano...) ruota attorno alla memoria, al ricordo emotivo selettivo del passato, alle cose che non sono (più) fisicamente presenti. Alcune immagini appaiono ripetutamente, vengono rivelate e ricostruite, sono mescolate, modificate, liquefatte o semplicemente svaniscono.
La complessa grammatica formale di Bödenauer - che ha sviluppato nel corso di intensi esperimenti - parla dei meccanismi e delle strutture della memoria in modo altrettanto sensibile ed emozionante.
Nina Schedlmayer
